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Il 12 dicembre 1969 la strage di Piazza Fontana gettò l’Italia nel caos.

Si aprì una fase dominata da estremismo nero e rosso, apparati di sicurezza deviati, politici senza scrupoli, ingerenze estere.

La Repubblica superò questi scogli, nonostante opacità, errori e compromessi.

 

In queste pagine, dove storia e fantasia s’intrecciano con sorprendente realismo, 

le bombe esplose a Milano e Roma innescano una traiettoria alternativa, ben più drammatica, 

e al lettore si pone un inquietante quesito: 

cosa sarebbe accaduto se i nemici della Repubblica avessero prevalso?

 

Un racconto corale

sullo sfondo di un’Italia parallela, 

attraverso le storie personali di 

una coppia di giovani fiorentini appena usciti dalla contestazione del ’68, 

un ricco e famoso imprenditore convertito alla causa della rivoluzione comunista, 

due cinici agenti della Cia di origini italiane,

 un disilluso giornalista di Paese Sera,

un ufficiale dei Carabinieri travolto dallo scandalo del Piano Solo.